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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


LUNGO LA NOTTE....










Per chi conosce questo blog, leggendo il titolo di questo post, sa già che in qualche modo sto per parlare del mio primo racconto più lungo di un semplice capitolo, quello che in qualche modo ha segnato uno spartiacque nel mio modo di scrivere ed approcciare l'ispirazione, l'ultimo mio scritto "da grezzo imbrattatore di pagine web" e allo stesso il primo da narratore di storie.

Sono molto affezionato a quel racconto, anche se rileggendolo nel corso di tutti questi anni, mi sono sempre detto che in qualche modo avrei dovuto migliorarlo, che mi sarei dovuto impegnare per scriverlo meglio e far venire così a galla la bellezza che nasconde in se. Ora è arrivato il momento.

Ho trovato qualche giorno fa il volantino di un concorso letterario, dove chi aveva un libro in un cassetto, poteva provare a farselo pubblicare in ebook o addirittura in cartaceo, con la messa in vendita dello stesso presso tutti i punti Autogrill d'Italia, sponsor dell'iniziativa.

Mi sono così subito consultato con una persona di cui mi fido, abbiamo valutato le possibilità e alla fine ha convenuto con me che probabilmente questa è la mia opera che più si presta a diventare qualcosa da mandare alle stampe. Tenete infatti presente, che un romanzo ha comunque delle dimensioni minime da rispettare ed ovviamente quel racconto non le ha, ma le può assumere.

Ed allora io ci provo, già dai giorni scorsi lo sto rileggendo con calma ed attenzione, sto immaginando le possibili migliorie da apportare, lo sto adattando al mio attuale stile di scrittura e sto anche immaginando nuovi percorsi, per arrivare poi alla tanto agognata alba.

Questo comporterà, probabilmente, che tra qualche giorno lo metterò in modalità bozza e non sarà più reperibile sul web, almeno per un pò (fino a quando mi comunicheranno che sono solo un povero illuso e che il mio di scrivere non vale nulla), a quel punto tornerà on line la vecchia versione e pubblicherò la nuova.

Speriamo bene




SOMETHING - Beatles


Da qualche parte, 

nel suo sorriso, 

lei sa

che io non ho bisogno di 

nessun'altra amante




SEMPRE C' E' UN DOMANI - Gabriel Garcia Marquez







Sono giorni strani, giorni intensi, giorni in cui vorrei tante cose e che non riesco a raggiungere nessuna di esse. 

Sono giorni in cui tutto è difficile, complicato, quasi irraggiungibile.

Sono giorni in cui la cosa più facile da farsi sarebbe arrendersi allo scorrere di questo immenso fiume che ci trascina via, lasciandosi affondare in esso, un corso d'acqua chiamato destino, ma la vita non è fatta solo di oggi, la vita è fatta di tanti ieri e soprattutto ancor di più dei domani che ancora ci aspettano ed allora, ogni tanto, una buona poesia ci ricorda qual'è la cosa davvero importante da farsi adesso.





Sempre c'è un domani

e la vita ci dà un'altra opportunità

per fare le cose bene,

ma se sbaglio

e oggi è tutto ciò che mi resta,

mi piacerebbe dirti che ti voglio bene,

e mai ti dimenticherò.













IL CONFORTO - Tiziano Ferro ft Carmen Consoli








Trovo le parole di questa canzone dolcissime, ed il video, girato con accurata e voluta lentezza, è davvero estremamente coinvolgente, ci si sente partecipi dell'abbraccio.


Per la serie "le idee non devono per forza di cose essere eclatanti, per rimanere impresse"





HOW I MET YOUR MOTHER



Questa è una serie Tv girata tra il 2005 ed il 2014 (capirete poi il senso della mia precisazione) e mi ha sempre incuriosito ed affascinato. 

La trama è abbastanza semplice. Racconta la vita di questi cinque amici in una New York di inizio millennio e soprattutto è imperniata sulle vicissitudini sentimentali di Ted, un architetto che crede ancora nel vero amore. Il titolo è quello dell'escamotage creativo che ha permesso la sua produzione, Ted, ad un certo punto della sua vita, racconta ai figli come ha conosciuto la loro madre. Idea semplice, ma geniale allo stesso tempo.

Ho raccontato tutto ciò, perchè era necessaria una breve introduzione per farvi meglio comprendere il post. I fatti che mi hanno spinto a scrivere queste righe, prendono spunto dall'ultima stagione, che ho recuperato online. Non l'avevo mai vista ne su Sky ne su Mediaset,  ed ero curioso di sapere come finiva, le attese non sono andate deluse. 

Il sotto finale dell'ultima puntata, quello che ho inserito in testa al post, è probabilmente una delle sequenze più romantiche che riesco a ricordare, avendo come riferimento delle sit com e mi ha emozionato sin quasi alle lacrime, credo di non aver pianto davvero per pochissimo (ma so anche che non faccio testo, sono facilmente emozionabile). 

In quel momento mi sono deciso a cercare lo spezzone che avevo appena visto, per condividerlo con voi. Non è stato facile, non esisteva su youtube il filmato. Allora ho dovuto fare da me, l'ho registrato grazie ad un'applicazione dello smartphone e poi ho dovuto effettuare un montaggio delle scene. Un'operazione abbastanza lunga e laboriosa, che però mi ha permesso di scoprire un particolare che mi era sfuggito e che mi ha fatto anche capire cosa mi aveva inconsciamente emozionato.

Ad un certo punto Ted "ha ringraziato Dio, ogni Dio esistente, che esistito e che esisterà, per aver visto quella bellissima ragazza sulla panchina di un treno...... "

Ecco, la storia che già mi piaceva di suo, stava finendo con delle parole  simili a quelle che io avevo usato anni prima (2009) rendendomi in un certo modo ancor più partecipe (immeritatamente) di quanto avevo visto.

Ed allora oggi, ben otto anni dopo il mio primo grazie di esistere, voglio pubblicare questo video, con la speranza che ci sia sempre qualcun'altro al mondo che si senta in dovere di ringraziare Dio per il proprio amore, per la propria donna, per ogni donna che solca la faccia della terra, perchè niente di più bello è stato creato e nulla sarà mai così splendido.

Dedicando tutto ciò, a quegli occhi, che ancora oggi non sanno e non hanno ancora ben capito quanto sono in grado emozionarmi. Grazie di esistere





L'AMORE E'







I post, come in questo caso, si scrivono qualche giorno prima, si rileggono ogni tanto per correggerne qualche stortura e poi si pubblicano. quando ritieni che sia il momento giusto o forse no? 
Chi lo saprà mai quando è il momento giusto....


L'amore è un sorriso che ti spalanca le porte della felicità, anche quando è lontano centinaia di chilometri di distanza;

L'amore è la voglia di stringersi;

L'amore è la voglia di non lasciarsi andare mai;

L'amore è vivere sospeso in attesa dl prossimo abbraccio, sapendo che non ci sarà mai stato nulla di più bello al mondo;

L'amore è più bello dei fiori in primavera;

L'amore è più caldo del sole d'estate;

L'amore è più leggero della brezza autunnale;

L'amore è quel qualcosa che ti riscalda il cuore anche nel mezzo di una tormenta invernale;

L'amore è un giorno, un mese, una stagione e fottendosene del tempo che passa sarà capace di rinnovarsi soltanto con una semplice carezza;

L'amore è la speranza di ritrovarti al mattino per darti un buondì che non sia solo una hastag;

L'amore è la necessità di sentirti ogni giorno, tutto il giorno, anche se a volte non lo si dice;

L'amore è quanto di più bello si possa condividere, abbracciati di notte, in piena campagna, quando anche le stelle stanno ad invidiare ciò che ammirano;

L'amore è quel battito in più al cuore, che solo uno sguardo innamorato sa regalare;

L'amore è quello sguardo che ti rimane per sempre dentro, perchè è solo tuo;

L'amore è quando ti senti felice, così che anche quando sei solo sulle labbra ti stampa un'espressione che non hai mai saputo di avere;

L'amore è la fantasia;

L'amore è la gioia;

L'amore è la felicità;

L'amore è un mi manki a cui non sai come potresti mai rinunciare;

L'amore è un piatto di pasta in due;

L'amore è un ricordo che si alimenta ogni giorno sulle ali di un saluto;

L'amore è sospensione, tra un bacio l'altro;

L'amore è stare sveglio tutta la notte e non sentire la stanchezza al mattino, solo perchè in qualche modo l'hai trascorsa insieme a lei;

L'amore è stamparti nelle orecchie e nella testa la sua voce, ogni volta che ne hai la possibilità e sentirne la mancanza, quando lei non c'è;

L'amore è follia, quella bella, alla quale ti alimenti perchè arde sulle ali del suo desiderio;

L'amore è mai ed è sempre;

L'amore è due persone, un destino;

L'amore è avere le stesse passioni;

L'amore è avere passioni diverse;

L'amore è trovare il tutto, dove di solito avresti visto il niente;

L'amore è sperare che lei sarà sempre con te, vivendo nel terrore che non sia così;

L'amore è desiderarla al tuo fianco, anche se a volte hai paura a farglielo sapere;

L'amore è lei, da sempre e per sempre.



Grazie per la condivisione su Facebook, Twitter e gli altri social network













FATTO!!!





Ho copiato e incollato questo post dalla pagina Facebook di una mia amica, apportando qualche piccola correzione, perchè la probabile traduzione dall'inglese lasciava a mio avviso qualche perplessità. 

In calce aggiungo, come sempre in questi casi, il mio commento.




Un pensiero molto speciale 😢 che mi riporta ai miei demoni... 

Cazzo di cancro, esci!!! 

Lascia stare!!! 

Questa malattia di merda ha ucciso tante persone che amavo... a differenza di altri

Sarà, quella che segue,  una piccola richiesta che non consente di eliminare gli amici dalla mia lista, ma dato che ho un interesse personale per gli effetti del cancro, voglio vedere chi legge e chi condivide senza leggerlo! 

Se hai letto tutto, seleziona "mi piace", così posso ringraziarti sul tuo profilo. 

So che molti di voi non saranno online, ma i miei veri amici lo faranno. 

Per favore, fallo per onorare qualcuno che è morto, o ha il cancro. 

Tutti dicono: "se hai bisogno di qualcosa, non esitare, io ci sarò per te"..., allora farò una scommessa, senza essere pessimista, vorrei sapere chi dei miei amici e della mia famiglia Va a metterla sul proprio profilo fb. 

Devi copiare e incollare (non condividere)!!! 

Sono curioso di sapere su chi posso contare... e sono sicuro che il numero è inferiore a 25. 

Scrivi "fatto" nei commenti quando lo fai! 

E ' il mese di sensibilizzazione su questa malattia. 

L' ho fatto per una persona molto speciale, perché tutti conosciamo qualcuno che ha lottato contro questa malattia.


Grazie! 





COM'E' PROFONDO IL MARE









Quarant'anni fa, il 24 novembre 1977, Lucio Dalla pubblicava il suo primo disco scritto in totale autonomia. Una sfida, un vero e proprio azzardo, per quello che stava diventando di botto un cantautore. Il titolo di quel gioiello era, è, Com'è profondo il mare. Fino a quel momento Lucio Dalla aveva condiviso la sua esperienza musicale con il poeta Roberto Roversi e quel LP significava tanto, era un vero e proprio salto nel buio, con l'ignoto da esplorare e lui ci si buttò dentro senza alcun timore delle tenebre a cui andava incontro, facendolo con quella scanzonata pazzia che lo ha contraddistinto per tutta la carriera. Il tempo ci ha detto che quel progetto musicale è stato un capolavoro, il primo di una lunga serie.


Oggi in molti ricordano quel trentatré giri e ne fanno le più disparate esegesi (perdonatemi l'inutile sfoggio di cultura, ma non sono riuscito a trovare un sinonimo adatto), quindi non voglio fare la stessa cosa, pur potendomelo permettere, essendo uno dei fan sfegatati di Lucio. No questo mio post, oggi, vuole semplicemente spiegare quanto quel disco è stato importante per la mia formazione, per farmi diventare quel che sono.


Ho scritto qualche tempo fa un ricordo di Don Andrea Vece, che con il suo esempio mi ha dato i mezzi per comprendere l'insegnamento di Gesù, ma un prete, qualunque prete, non potrà mai insegnare ad un ragazzo che ha di fronte una vita intera, come si può o si deve amare. Lucio, il Lucio che seguì quel disco, ha scritto e cantato dei sentimenti, di come si può amare, di come ci si deve approcciare, di come bisogna essere disperatamente onesti fino a porsi totalmente disarmati di fronte alla persona che si ama, perchè l'amore non è una guerra o una gara, dove uno vince e l'altro soccombe. No, l'amore è la condivisione di ogni sfumatura che abbiamo dentro di noi, anche la più cupa, perchè è solo facendosi conoscere appieno, che si potrà avere la certezza, che chi amiamo, vuole noi e non l'immagine che ci proietta addosso. Non voglio nemmeno immaginare cosa sarebbe potuto succedere, se il suo primo disco da cantautore fosse stato un fiasco, quali canzoni non avrebbe avuto il coraggio di scrivere, cosa sarebbe stato di Futura e tanti altri piccoli tesori musicali. Per fortuna, anzi no per merito della sua bravura, oggi abbiamo uno sconfinato repertorio musicale e tanto per cui ricordarlo e rimpiangerlo.


Lucio, con Com'è profondo il mare, inaugurò un nuovo e diverso modo di scrivere canzoni, almeno per l'Italia. Infatti i brani che formano quel LP sono dei piccoli racconti, fatti di immagini, che ancora oggi hanno un'enorme forza evocativa seppure fuori contesto storico e riascoltandole (lo sto facendo da stamattina) sembra quasi di ripiombare in quel lontano 1977, negli anni di piombo e si ha davvero la sensazione di rivivere quelle atmosfere, che ho vissuto da piccolo. Ecco, la vera bravura di Lucio è stata quella di riuscire a far vivere le sue canzoni a chi le ascoltava, facendo diventare il fruitore un personaggio stesso dei brani, come se fosse stato possibile camminare nelle canzoni. Un pò (molto pò) quello che provo a fare io quando scrivo un racconto o una poesia.


Riascoltare oggi per intero Comè profondo il mare, per me è come farmi un piccolo regalo. Sorrido del coraggio che ebbe quel genio della follia, pubblicando Disperato erotico stomp o mi sorprendo di nuovo davanti a tutta la tenerezza e la bellezza che sono nascoste in Quale allegria, senza dimenticare l'immensità di un testo qual'è quello che da il titolo all'intero album.


Voglio chiudere questo post con un piccolo aneddoto personale, legato a quest'album e all'idea che creò di Lucio in quegli anni, anche se so potrebbe smuovere un paio di critiche nei miei confronti.....


Io ho tre zie (sorelle di mia madre) che si sono spostate (all'epoca si diceva emigrate) a Milano. Una era già sposata, le altre due, ovviamente, con il tempo si sono poi maritate nella città meneghina (immagino già alcune alzate di sopracciglia adesso...). I miei zii scendevano al Sud poco, pochissimo, il lavùr  era tanto e non si allontanavano quasi mai da Milano e questo ha fatto si che in realtà non abbiamo avuto mai avuto dei rapporti che andavano oltre ai cordiali saluti telefonici a natale e pasqua e qualche cartolina di circostanza. Uno di essi, lo Zio Gianni (che Dio lo abbia in gloria), fece con me un giro in auto per Salerno, in una delle rare volte che scese negli anni 90. Ora, chi mi conosce sa bene che non riesco a restare zitto mentre guido, o parlo con chi ho affianco o lo faccio  al telefono oppure Scanto (la S sta per Stono). Quella volta, data la poca frequentazione che avevamo avuto e l'imbarazzo reciproco, lasciai partire un paio di canzoni di Lucio Dalla, tratte dagli album successivi e lui ne restò affascinato e mi chiese se potevo prestargli le cassette (all'epoca non esistevano ancora i CD), io ero molto geloso delle mie cose (lo sono ancora, ad onor del vero) e pur di non prestarglieli, gliene comprai di nuovi e ricordo i suoi ringraziamenti prima di tornare a casa.


- Grazie, mi hai fatto scoprire un'artista vero, sai dopo quella canzone pornografica che aveva scritto (disperato erotico stomp) non lo avevo più riascoltato, in questi giorni ho capito quanto mi sono sbagliato.


Non ho ricordi suoi successivi, almeno de visu, ma mi fa ancora un pò di tenerezza ripensarci e sperare che forse Lucio Ha avuto un'estimatore in più, dopo quel giorno.


Lucio Manki









L'ERA DELL'ODIO







Premessa necessaria, queste sono delle semplici constatazioni personali e soprattutto opinabili, pensieri che possono essere confutati se lo ritenete giusto, ma provate a farlo seguendo il filo del ragionamento che vado a proporvi.


Viviamo in un'epoca in cui tutto ormai è stato sdoganato, dove ognuno dei peccati capitali può vantare un proprio show televisivo (a parte l'accidia questa sconosciuta), dove ci sentiamo liberi e quasi obbligati ad esprimere al resto del mondo il nostro parere, grazie al supporto dei social network e degli hastag. Un'era nella quale ognuno si è convinto che la propria intelligenza sia sconfinata, infinita e suprema, quindi in molti (troppi) si sentono automaticamente in grado e nel diritto di offendere chi la pensa diversamente, fomentando forme di odio assoluto verso il nemico.


Viviamo nell'era dell'odio.


A valle di questa semplice considerazione, sarebbe quindi facile pensare ad un prosieguo buonista di questo mio post, nel quale potrei invitare chi mi segue (in realtà non lo fa quasi nessuno, ma lasciatemi vivere in questa pia illusione) dicevo potrei invitare ad essere più sereni, meno intransigenti e a moderare i termini quando ci si approccia a chiunque altro al mondo, ma sarebbe soltanto spazio web sprecato, con tutto il rispetto per chi mi legge, perchè vedete, oggi si gioca tutto in termini di like e popolarità, i social sono solo una vetrina nella quale mettiamo in mostra, come mercanzia, noi stessi ed il nostro quotidiano ed essere buonista sarebbe perseguire lo stesso scopo, soltanto però che utilizzerei una strada diversa rispetto agli odiatori di professione, gli heaters.


Non mi interessa farlo.


Quello che però mi interessa capire, ed è il motivo per cui scrivo questo post, è perchè si è diffusa a macchia d'olio tutta quest'arroganza ed il conseguente odio verso ogni possibile prossimo? Da dove nasce la convinzione di essere un alpha in un mondo di gamma? Come può gente che non ha le competenze, discutere e tentare di confutare lo studio di chi per anni si è dedicato anima e corpo ad una materia? Perchè si arriva ad odiare una persona a noi totalmente sconosciuta, di cui conosciamo soltanto quei brandelli di vita che sono stati resi pubblici?


Io non so qual'è stato il momento del corto di circuito tra la realtà dei fatti e la fantasia che alberga in ognuno di noi, ma onestamente mi fa specie sentire offendere un barista che sta preparando un caffè, da chi non ha la minima idea di come si usi una macchina da bar, non riesco a trovare il senso delle offese ad un giornale che cambia la propria veste grafica, motivandola con lo schieramento politico, mi sembra assurdo che il semplice "non mi piace" possa dare seguito ad offese volgari e personali.


Io lo so da me che tutte le opinioni non sono tutte giuste, ma sono convinto che si debbono comunque esprimere, perchè bisogna confrontarsi con tutti, quanti più tutti possibile, ricordandoci che il solo mezzo a nostra disposizione è il dialogo e non la prevaricazione. D'altronde se l'umanità si è sviluppata è solo attraverso la condivisione delle idee ed è un assurdo controsenso, che in momento storico in cui possiamo tranquillamente confrontarci con quasi tutti gli esseri umani al mondo, avendo avuto la possibilità di superare ogni tipo di barriera, ecco trovo assurdo continuare ad inventarci fantomatici avversari da distruggere, quando potremmo spiegarci in modo civile.












UNA STORIA PICCOLINA









Prima di iniziare a leggere, vi chiedo solo di farlo lentamente, seguendo con calma la punteggiatura e sopratutto regalandovi le necessarie pause. Prendetevi il tempo che vi occorre, perchè seppure è una storia piccolina, mi piacerebbe che ad essa dedicaste la giusta attenzione, altrimenti non riuscirete a sentire ciò che vi voglio trasmettere.



Grazie



INTRODUZIONE


E' nata per caso, un pò così, la mia storia piccolina


Come tutte le cose belle della vita, quelle spontanee, quelle decise, quelle intense, mi ha avvinghiato a se e non mi ha più lasciato andare.


E' venuta a galla in un giorno buio, la  mia storia piccolina. Un giorno dove tutto era buio, anche nella mia testa e forse a pensarci bene, la sola cosa che non era buia, era il buio in cui provavo a difendermi dal resto del mondo.


E così, una parola dopo l'altra, la mia storia piccolina si è affacciata al mondo, senza vergogna, senza paura, nuda e bellissima, come poche cose fino ad allora.


Mi si è illuminato il cuore. Ha preso luce anche la stanza ed ha preso forma dentro di me un sorriso bellissimo, che non era il mio, o forse si?


Poi, come ad un albero di natale, ho pensato che potessero stare bene delle nuovi luci, fatte di frasi e di parole bellissime, ma  la mia storia piccolina era già brillante di suo e tutte quelle lettere stonavano, stridevano. Quel bagliore smorzava la sua forza e la incupivano.


Allora, con la stessa calma che si ha quando si rimettono insieme i pezzi di un puzzle, l'ho lentamente ripulita di tutte le parole superflue, quelle inutili, quelle che non regalavano nulla e toglievano tutto e alla fine è tornata fuori lei, la mia storia piccolina, ma enorme e dirompente, così come solo le vere emozioni sanno essere.


Ed allora, così come si fa con le cose care, con estrema cura e tanto amore, la porgo a voi, sperando che la sua forza, seppure piccolina, possa in qualche modo emozionarvi.





STORIA PICCOLINA



Si conobbero per sbaglio, ma non fu un errore.



Lei gli sorrise, lui si innamorò perdutamente.



Fu per sempre suo.








POST FAZIONE


Forse ho esagerato, forse è sembrato un pò troppo pomposo ciò che ha preparato il racconto, un racconto che una volta letto potrà sembrare anche banale, ma mettete insieme i pezzi della storia, dategli un tempo, che non è quello della semplice lettura e vi renderete conto della forza devastante che contiene in esso. 


Io me ne sono innamorato.


Perdutamente, della mia storia piccolina.






LUNA NUOVA - Il racconto





Una brevissima premessa.

Questo racconto si è sviluppato in 5 capitoli, che sono stati pubblicati separatamente su questo. Questa invece è la versione completa, dedicata a chi lo leggerà nel futuro, nella speranza che risulti sufficientemente avvincente e piacevole alla lettura, anche in questa nuova veste.







          Ancora qualche altra curva e quella Strada Provinciale di alta collina si sarebbe trasformata in lungo rettilineo, che lo avrebbe tranquillamente portato sino all'incrocio dove avrebbe dovuto girare. Era stanco di tutti quei tornanti ed il momento che desiderava sin dal tramonto si stava velocemente avvicinando. Non aveva nessuna fretta, perchè la notte sarebbe stata davvero lunga, ma non voleva nemmeno perdere tempo, aveva la necessità di sciogliere quel nodo che gli attanagliava il cuore e lo poteva fare soltanto raggiungendo la sua meta, immersa nel bel mezzo del nulla


          L'aria era frizzante e pulita, come solo le ore serali di fine settembre sanno essere, quei momenti capaci di regalare profondità e magia a chi ha la voglia e la possibilità di poterseli godere ed i finestrini della auto, lasciati leggermente aperti, gli restituivano sino in fondo la possibilità di respirare quel concentrato di profumi ed emozioni che lo circondavano. D'altronde, se da sempre poeti e cantanti si cimentavano nel descrivere la bellezza, che regala ai nostri occhi la fine di un'estate, un motivo doveva pur esserci? Anche se in realtà a tutto ciò lui non stava affatto pensando, perchè vi era semplicemente immerso e si stava infantilmente godendo quel momento unico ed intenso, quello che lui aveva battezzato come un viaggio verso l'incognito.


          Ecco, questo era tutto ciò che aveva realmente desiderato, ciò che aveva cercato, quello che gli serviva per creare una sorta di contrappasso alla confusione nella quale si era immerso soltanto la sera prima. Zero rumori, zero inquinamento, ma sopratutto zero luci, zero telefono e seppure amava visceralmente la festa del suo santo patrono, le bancarelle, il muro di gente che cammina felicemente senza meta, il momento in cui muore una stagione e ne inizia una nuova, lui quella sera lì l'aveva vissuta come un fastidio dal quale ripulirsi ed ora sentiva il bisogno di immergersi nel nulla più assoluto e mentre i fari della sua auto fendevano il buio compatto della notte, illuminando esclusivamente la strada che stava percorrendo, tutte quelle sensazioni gli stavano finalmente restituendo tutta la pace di questo mondo. In quel momento si sentiva non solo vivo, ma soprattutto sereno.


          Arrivò al bivio mentre la playlist che aveva scelto come sottofondo lasciava partire un Gino Paoli d'annata, rallentò svoltando a destra mentre le sue labbra anticipavano parole d'amore e si immise sereno su di un tracciato di campagna, che qualcuno aveva avuto la presunzione di chiamare strada, solo perchè in passato era stata asfaltata in ossequio a chissà quale politico locale. Ora di quell'asfalto era rimasta solo qualche vaga traccia lungo i bordi della carreggiata, così come del politico d'altronde e oggi, settembre 2017, quel tracciato poteva assumere tantissimi nomi, ma tutto era tranne che una strada.


          Rallentò ancora un pò l'andatura dell'automobile, semmai fosse stato possibile, mise in funzione gli abbaglianti e si rese conto di quanto fosse tenebroso tutto ciò che lo circondava. Non ebbe paura, non solo perchè ciò la zona gli era estremamente familiare, ma anche perchè si rifugiò nella stessa allegra fantasia, che ogni volta che si trovava lì, gli tornava immancabilmente in mente. Infatti riusciva quasi sempre a visualizzare la faccia di coloro, che eseguendo male le indicazioni di un navigatore satellitare, si trovavano nel bel mezzo di quella selva oscura di dantesca memoria, con i rami degli alberi ad invadere la carreggiata, riuscendo anche ad immaginare lo spavento che potevano creare gli occhi rossi di qualche animaletto di campagna che li fissava, nascosto nell'erba alta oltre al  terrore che poteva suscitare il latrare continuo ed incessante dei cani delle vicine masserie, il tutto senza poter disporre dello spazio necessario per invertire la marcia dell'automobile. Il più coraggioso di quegli automobilisti sarebbe impazzito di terrore al minimo imprevisto, anche perchè quella zona, soprattutto di notte, dava l'impressione di immergersi in un passato, cristallizzatosi nel tempo all'epoca degli anni 50 dello secolo scorso, oltretutto non esistevano segnali telefonici o qualsiasi altro modo per mettersi in contatto con il resto del mondo e chiedere così aiuto, aumentando l'inquietudine ed ovviamente la paura, che però doveva ammetterlo, in quelle circostanze avrebbe  così assalito chiunque.


          Lui però non poteva averne, semplicemente perchè conosceva bene quel luogo, ed oltretutto lì vicino c'era la sua meta.


          Vide a bordo strada i lumini di un'edicola votiva, che era stata costruita in onore del Santo del luogo, la riconosceva anche in mezzo ai rovi che l'avvinghiavano arrivando quasi a nasconderla, era per lui un segnale, infatti subito dopo girò di nuovo, questa volta a sinistra, imboccando con non poco timore una vera e propria mulattiera. Fu in quel momento che la sua auto iniziò a farsi sentire in maniera impressionante, con dei rumori meccanici che avrebbero potuto essere paragonati a delle umane bestemmie. Urla di dolore, che volevano ricordargli quanto fosse doloroso per gli ammortizzatori avventurarsi lungo quel tratturo. Pregò la sua vettura di avere ancora qualche attimo di pazienza e dopo alcuni secondi si fermò. Solo dopo qualche altro istante di riflessioni girò la chiave nel cruscotto spegnendo l'auto, indossò la felpa blu che aveva portato con se ed uscendo dall'abitacolo si immerse totalmente nella notte, lasciando che solo la sua musica romantica, che ancora continuava a risuonare dalle casse dell'automobile, potesse in qualche modo tenergli compagnia.


          Tutto intorno era buio, tutto era semplicemente perfetto, tutto gli faceva comprendere che quella sarebbe stata davvero LA notte speciale che avrebbe potuto aiutarlo a concepire il suo capolavoro. Una notte gli avrebbe concesso di perdersi nella sua oscurità e ritrovare quella parte di se, che tornava a galla solo in determinate circostanze. Sin dal momento in cui si era svegliato al mattino aveva sentito la necessità di fondersi con quella notte, per poter imboccare la strada che aveva smarrito dentro di se e che non sapeva più come percorrere. Quel giorno però non aveva esitato mai, nemmeno per un attimo, sapeva che ci sarebbe riuscito ed era rimasto fermo nel suo intento, quello che lo aveva portato ad arrivare sin lì.


          Aveva scoperto sin da ragazzino che "quelle notti", in cui la luna si nascondeva alla vista degli uomini, erano per lui qualcosa di particolare e che in esse subisse una sorta di trasformazione. Si era così fatto l'idea di essere una sorta di antilicantropo, dove per una sorta di dantesco contrappasso, il tradizionale lupo mannaro lasciava il posto ad un uomo capace di trasportarsi sin dentro la luce delle stelle e che esse stesse riuscissero così ad invaderlo con una delicatissima forza poetica, che gli donava l'ispirazione per scrivere intense e struggenti parole d'amore. Ecco, quella notte senza luna, capitata in una sera di fine settembre, aveva avuto un tempismo perfetto, perchè viveva il bisogno di ritrovare quella poesia che sicuramente albergava dentro di lui, perchè voleva, anzi doveva esprimere fino in fondo l'intensità di ciò che sentiva. Non voleva essere banale, non lo era mai stato in vita sua, non voleva essere comune, era qualcosa che detestava, lui voleva semplicemente poter regalare alla sua splendida Musa l'immortalità che solo le parole in amore sanno sanno donare.
          Rifletté a lungo su quel semplicemente...


          Si distese sul cofano dell'auto e sentì il tepore del motore ancora caldo riscaldargli dolcemente la schiena, appoggiò la testa sul parabrezza ed iniziò a guardare ad una ad una quelle scintille luminose che si riflettevano nel blu della notte, lontane da noi una distanza infinita, infiniti così come sanno essere soltanto l'immensità dell'universo ed il vero amore.
          Iniziò così a vagare con la testa e con il cuore nello spazio profondo che magicamente si creava sempre nel suo animo, mentre ancora una volta, una notte stellata dispiegava maestosa la sua magia nel cielo. Si lasciò dolcemente cullare dall'incredibile quantità di ricordi che gli tornavano alla mente e si ritrovò così di nuovo bambino, catapultato nel bel mezzo di quella prima notte durante la quale si era ripromesso di contare tutte le stelle del cielo, una notte nella quale si era invece scoperto capace di aprire le porte della sua anima al poeta, che fino a quel momento non sapeva ancora di nascondere dentro di se.

          E quindi eccolo di nuovo lì, al centro di quell'oscura notte, ragazzino triste ancora vittima della prima delusione d'amore. Un adolescente che da giorni si sentiva ferito ogni qualvolta una radio o un juke box rimandavano le note di quel tormentone estivo che ossessivamente gli ricordavano che quella ragazza non era nata per lui, punto e basta. Lei che era partita e non sarebbe mai più tornata nella sua vita. Ora, come allora, era disteso a fissare le stelle di una notte senza luna e ricordò, anzi rivisse una ad una tutte le lacrime che aveva pianto a quell'amore mai sbocciato, quel dolore che era stato talmente forte, che ad un certo punto gli bucò il cuore regalandogli un dolore che poteva sembrare la morte.


          Eppure, come per incanto, in quel istante invece di morire dilaniato da quel tremendo dolore, una magia si era compiuta ritrovandosi sommerso da parole che sgorgavano prepotenti come solo l'acqua di un fiume in piena sa essere. Parole bellissime, intense, emozionanti, sentimenti che diventavano tangibili al punto da essere reali e che, seppure erano lì a parlargli di qualcosa che non sarebbe mai stato, gli fecero comprendere quale prezioso talento era stato nascosto dentro di lui fino a quell'istante.


          Solo in quel momento, per la prima volta nella sua esistenza, capì che una scintilla alimentata dal fuoco sacro della poesia, ardeva dentro nel suo petto.


          Anche la seconda volta, che si era ritrovato a scrivere d'amore, in preda ad un'estasi dolorosa, la luna era assente nel cielo, anche se, perchè tutto ciò accadesse, era stata necessaria la combinazione di un motore in panne, un bicchiere di birra di troppo ed una ragazza che se n'era andata via dalla sua vita senza un bacio e nemmeno un saluto. Cosi, quando la macchina era morta nei pressi di uno dei luoghi più belli della sua Salerno, si era semplicemente ritrovato sommerso da un immenso e struggente dolore, ed alzando gli occhi al cielo, si era scoperto ad incidere nel buio luminose parole d'amore. Quella notte prese coscienza di quella che poteva sembrare una strana coincidenza, convincendosi però che quella strana magia, si potesse compire esclusivamente in presenza della luna nuova.


          Certo, al giorno d'oggi tutto era più semplice, i contatti non si perdevano più, le persone non spariscono mai del tutto dalle esistenze altrui. La vita parallela che conduciamo grazie social, non avrebbe consentito un distacco così netto e definitivo. Gli sarebbe stato sufficiente un profilo facebook, qualche facile idiozia che scimmiottava una di quelle canzone d'amore che andavano in sottofondo ed avrebbe avuto la possibilità di non perderle del tutto, alleggerendo parte di quegli assurdi dolori. Altro che solitudine alla Pausini, oggi tutto è dannatamente più facile, anche troppo, però, ogni volta che ripensava a quelle circostanze, non poteva che ritenersi un miracolato per essere nato troppo presto, perchè altrimenti non avrebbe mai avuto la fortuna di viverle quelle notti, che seppure tremende, struggenti e dolorose, lo avevano fatto sentire vivo e capace di amare.


          Gli anni erano passati, le esperienze si erano man mano accumulate e la vita lo aveva letteralmente portato in giro per le strade del mondo, così da poter scovare tanti altri luoghi che lo aiutavano ad immergersi in  se stesso. Ricordava ancora con amore la punta del suo molo ed il suo faro, oppure quel posto preciso lungo la recinzione del giardino di Minerva, che dalla Plaium Montis gli permetteva di perdersi nel mare che bacia la sua città, fino ad arrivare lì, al posto che si era  divinamente disegnato nel bel mezzo del nulla assoluto, dove si trovava adesso, un punto scovato per caso e con tanta fortuna, un luogo che aveva tantissimi pregi, ma che lui apprezzava infinitamente perchè la conformità di quella conca naturale, oltre a racchiudere e costringere il cielo a diventare un magnifico fazzoletto naturale, riusciva a preservarlo ed occultarlo dal resto del mondo, coccolandolo con l'assenza di qualsiasi tipo di segnale telefonico. Così, ogni volta che si recava lì, riusciva a ritrovarsi facilmente in compagnia della sua poesia.


          E allora perchè quella sera tardavano ad arrivare?


          Venditti iniziò a rimandargli una di quelle lente litanie che solo lui sapeva creare, il numero delle stelle che aveva contato fino a quel momento era arrivato ben oltre le migliaia e fu allora che la stanchezza, aiutata dal torpore, iniziò ad avere il sopravvento sulla sua determinazione, facendogli chiudere gli occhi, quasi addormentandolo Ma quei dolci sorrisi che lo avevano trascinato sin lassù, ebbero una forza spaventosa e lo scossero dal dormiveglia in cui stava lentamente sprofondando. Era salito fin lì convinto di non essere ancora riuscito a farle capire quanto il suo amore fosse importante, ed era estremamente determinato a trovare un modo per farglielo comprendere, provare, vivere. Soprattutto non voleva per lei mettere insieme una sfilza di parole, parole, parole, per lei desiderava dava vita a ciò che scorreva in lui, impetuoso come un fiume in piena, voleva riuscire a dare voce a quel flusso di amore, così da essere capace di renderla definitivamente sua.


          Intanto il vento cambiò direzione, lo senti  mentre arrivava soffice e quasi delicato di fronte a lui e seppure non fosse la scossa che aveva desiderato provare, si lasciò abbracciare da questa novità, sperando che potesse rendere la sua testa quasi leggiadra.
          Eccolo l'aggettivo tanto desiderato, quello che ogni volta gli faceva ritornare alla mente John Keats ed il suo inimitabile amore per Fanny


Non posso esistere senza di te
mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia esistenza sembra che si arresti lì,
non vado più avanti.
Mi hai assorbito.



      che bei versi, quelle si che non erano parole ma sinfonia, vita, amore, qualcosa che sarebbe sopravvissuto a tutte le generazioni di questo mondo, perchè in se racchiudevano in realtà qualunque cosa una donna potesse desiderare e tutto ciò lo rese ancora più triste e desolato, perchè quella notte lì, quella notte tanto agognata, non riusciva a raggiungere nemmeno lontanamente tanta bellezza, seppure lo desiderasse ardentemente.


          Le stelle erano ormai quasi finite, ed un dubbio iniziò a farsi strada velenoso, come un serpente che all'improvviso morde e avvelena l'anima. Iniziò a chiedersi se era davvero innamorato di quella donna o ciò che provava era solo voglia di vivere, qualcosa che lo stava sì coinvolgendo, senza però avere delle basi solidi su cui costruire qualcosa di importante. Possibile che stava soltanto proiettando su quella splendida donna, dei sentimenti che in realtà non le appartenevano, rivestendola di un'amore che intimamente non provava? Sarebbe stata davvero un doppia beffa. La prima per lui, che si stava illudendo per qualcosa che non esisteva e la seconda per lei, che non meritava di essere coinvolta in qualcosa di cui non era protagonista e correre così il rischio di vedersi spezzare il cuore.
          Quel veleno aveva reso torbida la coscienza di ciò che provava. 
          Ebbe paura.


          La notte iniziò a farsi fredda e non per la bassa temperatura, ma per il terrore che il suo possibile ed enorme errore lo stava portando fuori strada, rovinando nello stesso tempo la vita di quella, che aveva riconosciuto come una donna fantastica. 
          Ebbe ancora più paura.
          Cosa le stava facendo? 
          In quale grosso guaio si era cacciato?


          Sentì la necessità di scappare da quel suo rifuggo naturale, tutto quello che aveva desiderato per quella notte era venuto a mancare e ciò lo aveva impaurito a tal punto, che si era sentito distrutto, polverizzato e non solo perchè aveva scoperto che si era inaridita la sua fonte poetica, ma anche perchè stava arrecando un nuovo dolore al suo amore e non se lo meritava


          Il suo amore?
         Inconsciamente la viveva così. Non aveva smesso di pensare a lei come alla donna più importante della sua vita, nemmeno per un istante ed allora da dove nasceva tutta quella paura che adesso lo attanagliava?
          Perché si ritrovava circondato da così tanta confusione?
          Forse perché non era riuscito a provare per lei le giuste parole?
          E con ciò?
          Quanti uomini non sanno come comportarsi, non sanno esprimersi e non sanno nemmeno come parlare al cuore della propria amata, eppure riescono a vivere beatamente un dignitoso sentimento?
          Era confuso, doveva fare qualcosa, anche se non sapeva cosa.


          Decise di alzare gli occhi per l'ultima volta al cielo e si rese conto solo in quell'istante, che lui, quella notte lì, aveva affatto pianto, però ebbe l'impressione che lo stessero facendo le stelle al suo posto, come se fossero a lutto perchè qualcosa stava lentamente morendo, come se una magia si fosse definitivamente consumata, anche se non capiva se la meraviglia in questione era la sua poesia o il suo amore. Eppure lo sapeva, sentiva con forza che nulla di tutto ciò poteva essere vero. Riusciva ancora a vedere in cielo puntini luminosi, che disegnavano il suo corpo nel controluce di una luna assente e la notte iniziava sempre più intensamente a profumare di lei. 
          Però non sapeva dare un nome od un motivo a tutta quella confusione, ma di certo non era possibile che il suo amore fosse finito così, solo perchè non era riuscito a trovare le parole. 

          Il veleno e la paura ebbero il sopravvento, doveva decisamente andare via di lì.



        Tornò nella sua auto, la mise in moto quasi immediatamente e con tutta la delicatezza di questo mondo percorse in retromarcia le poche decine di metri che lo separavano da quella strada che non era una strada. Mentalmente si diresse verso casa, aveva bisogno di una doccia calda, un caffè caldo e di un letto caldo, anche se in realtà voleva soltanto un caldo abbraccio e purtroppo non sarebbe stato lì ad attenderlo. Ecco un buon motivo per andare altrove, anche se non aveva la benché minima idea di dove.


          Spense lo stereo, mentre si immetteva lungo la Provinciale, era troppo triste per quelle canzoni d'amore e proprio in quello stesso istante il suo telefonino ed il braccialetto che gli aveva collegato, vibrarono quasi impazziti. Iniziarono ad arrivargli contemporaneamente decine di sms, messaggi di whatsapp, messenger, messaggi privati di instagram e twitter, tutto lo scibile multimediale conosciuto, con suo sommo fastidio, lo stava assalendo senza tregua.


"Ben ritrovata inciviltà multimediale, non potevi scegliere un momento meno adatto per farti viva"


          Fu istintivamente il primo ed inconsapevole pensiero che gli venne in mente, prima ancora della curiosità che assala chiunque riceva un messaggio, prima ancora di leggere quelle impellenze che lo stavano costringendo a prendere in mano il cellulare e capire quanto tutto fosse stato sbagliato.


manki


          un solo unico testo per tutti quei messaggi, una sola parola, un solo mittente, lei. 


          Si sentì mancare il fiato, gli girò la testa, non vedeva più nulla e per un attimo non capì se la vista si era annebbiata per tutte le emozioni che una semplice e sgrammaticata parola gli stavano regalando o erano molto più banalmente le lacrime che in un solo istante avevano avuto la meglio dei suoi occhi. Non ebbe nemmeno bisogno di pensarci su troppo, perchè mentre lo stava facendo sentiva l'esigenza di chiamarla, anzi in realtà le sue mani avevano già composto il numero ed il telefono squillava. Sapeva che una telefonata come quella, fatta sul finire di una notte tanto inquieta da parte sua, avrebbe potuto per un attimo accrescere l'ansia e l'inquietudine, ma in quel momento voleva sentire la sua voce e non vedeva l'ora che rispondesse.


"Come stai? Dove sei? Sei stato un'idiota a sparire così, mi hai fatto morire di paura."


"Ti devo delle scuse, sai avevo bisogno di stare un pò da solo per trovare qualcosa che pensavo ti appartenesse, mentre in realtà non avevo ancora capito che avevo smarrito il senso stesso dei sentimenti che mi facevi provare. Stanotte mi sono nascosto al mondo per cercare le più belle tra tutte le parole d'amore, l'ho fatto per donarti l'immortalità, per dirti quanto sei importante per me. Purtroppo mi sono imbattuto nel mio passato, che mi ha rapito e mi ha confuso. Ho anche compreso, con immenso dolore, che tu non riesci ad ispirarmi poesie, almeno non come vorrei, come mi è già successo, con le mani ed il cuore che scrivono all'unisono. Ecco, il passato mi ha fatto comprendere che no, tu non sei capace di tirare fuori nulla di tutto ciò e solo un minuto fa, ho scoperto il motivo di tutto ciò e ne sono stato felice. 
Sai amore mio, perchè è questo che tu sei per me, il mio amore, ho capito che non voglio più essere in grado di scrivere d'amore, se la sola fonte a cui posso attingere è il dolore che esso mi regala, no, io non voglio per niente al mondo che tu sia parte del mio passato, senza avere la certezza che il mio futuro si declina utilizzando il tuo nome. Non voglio più aver bisogno di cercare delle parole per descrivere ciò che mi fai provare. Io voglio soltanto averti per sempre tra le mie braccia e travolgerti con il mio amore guardandoti negli occhi. E' vero, una volta le stelle mi donavano bellissime frasi d'amore, ma questo accadeva perchè il mio cuore si stava aprendo all'attesa di te, che già stavo aspettando. 
Sei colei con cui voglio ridere, scherzare, dormire, litigare e poi fare l'amore fino allo sfinimento, perchè ho compreso che la sola possibile strada che mi può portare sino alle soglie della felicità passa attraverso le tue labbra e non lungo una via lastricata di parole. Sai, sono avido ed ingordo, per tutto ciò che ti riguarda e non vedo l'ora di raggiungerti, perchè sappi che sto venendo da te e non voglio più andar via, perchè mi manchi quando non ci sei, sto male quando non ti sento e voglio che tutto questo non succeda più, che non succeda mai più"



          Il silenzio tra di loro fu lunghissimo, quasi infinito e solo il suo respiro profondo gli dava la certezza di non aver parlato inutilmente ad un telefono morto.


"Ho detto qualcosa che non va? Ti sento turbata"


"Nulla, non hai detto una sola singola parola sbagliata e per fortuna che non le avevi trovate, perchè le hai messe perfettamente in fila una dopo l'altra e non credo tu possa più fare di meglio nemmeno se lo volessi, anzi non credo che nessuno possa fare di meglio, per me. 
Ti aspetto"


          Il suo volto si aprì lentamente ad un sorriso. La notte passata, annegando tra le stelle, aveva compiuto di nuovo la sua magia. L'antilicantropo era di nuovo tornato a galla e lui non ne era stato consapevole fino all'ultimo istante. Solo che questo era stato anche il loro saluto definitivo, un arrivederci a mai più, non l'avrebbe mai più cercato, non ne avrebbe mai più avuto bisogno, d'ora in poi tutte le notti della sua vita sarebbero state dedicate a lei  e la sola magia di cui sarebbe stato capace, era cercare in tutti modi la felicità che voleva donare al suo amore.







LUNA NUOVA - Piccola aggiunta








          Mi è necessaria fare una piccola aggiunta al racconto, che non vi ruberà molto tempo, ma che come capirete è stata indotta dalle circostanze.


          Ieri è successa una cosa che onestamente non mi aspettavo e non avevo preso in considerazione. Qualcuno (Grazia), mi ha chiesto una copia cartacea di questo racconto. Non avevo preso in considerazione l'opportunità, non mi ci ero soffermato mentalmente nemmeno per un solo istante e la cosa mi ha spiazzato e reso orgogliosamente felice, vuol dire che nel bene e nel male, quello che ho scritto è davvero piaciuto (sono sempre molto diffidente rispetto al mio presunto talento, lo sapete).


          Provvederò nei prossimi giorni a farle recapitare la sua copia del racconto e se qualcun altro volesse riceverla, non deve far altro che chiedermela a mezzo Messenger e segnalarmi l'indirizzo mail a cui devo spedirla.


          In realtà c'è una piccola postilla a tutto ciò, ma è opzionale, non necessaria e/o obbligatoria, ma mi farebbe piacere se chi mi chiede la copia, vi adempiesse. In passato era necessario un piccolo versamento a favore di un ente benefico che avevo individuato io, in questo caso vi lascio la libertà di scegliere se o no versare, ed eventualmente a favore di chi. Parliamo di 2 o 5 euro, scegliete voi e non sarà nemmeno necessario comunicarmelo, resterà al vostro buon cuore.


          Ah, grazie ancora per i complimenti e a presto, con un nuovo racconto.






LUNA NUOVA - Finale








        Tornò nella sua auto, la mise in moto quasi immediatamente e con tutta la delicatezza di questo mondo percorse in retromarcia le poche decine di metri che lo separavano da quella strada che non era una strada. Mentalmente si diresse verso casa, aveva bisogno di una doccia calda, un caffè caldo e di un letto caldo, anche se in realtà voleva soltanto un caldo abbraccio e purtroppo non sarebbe stato lì ad attenderlo. Ecco un buon motivo per andare altrove, anche se non aveva la benché minima idea di dove.


          Spense lo stereo, mentre si immetteva lungo la Provinciale, era troppo triste per quelle canzoni d'amore e proprio in quello stesso istante il suo telefonino ed il braccialetto che gli aveva collegato, vibrarono quasi impazziti. Iniziarono ad arrivargli contemporaneamente decine di sms, messaggi di whatsapp, messenger, messaggi privati di instagram e twitter, tutto lo scibile multimediale conosciuto, con suo sommo fastidio, lo stava assalendo senza tregua.


"Ben ritrovata inciviltà multimediale, non potevi scegliere un momento meno adatto per farti viva"


          Fu istintivamente il primo ed inconsapevole pensiero che gli venne in mente, prima ancora della curiosità che assala chiunque riceva un messaggio, prima ancora di leggere quelle impellenze che lo stavano costringendo a prendere in mano il cellulare e capire quanto tutto fosse stato sbagliato.


manki


          un solo unico testo per tutti quei messaggi, una sola parola, un solo mittente, lei. 


          Si sentì mancare il fiato, gli girò la testa, non vedeva più nulla e per un attimo non capì se la vista si era annebbiata per tutte le emozioni che una semplice e sgrammaticata parola gli stavano regalando o erano molto più banalmente le lacrime che in un solo istante avevano avuto la meglio dei suoi occhi. Non ebbe nemmeno bisogno di pensarci su troppo, perchè mentre lo stava facendo sentiva l'esigenza di chiamarla, anzi in realtà le sue mani avevano già composto il numero ed il telefono squillava. Sapeva che una telefonata come quella, fatta sul finire di una notte tanto inquieta da parte sua, avrebbe potuto per un attimo accrescere l'ansia e l'inquietudine, ma in quel momento voleva sentire la sua voce e non vedeva l'ora che rispondesse.


"Come stai? Dove sei? Sei stato un'idiota a sparire così, mi hai fatto morire di paura."


"Ti devo delle scuse, sai avevo bisogno di stare un pò da solo per trovare qualcosa che pensavo ti appartenesse, mentre in realtà non avevo ancora capito che avevo smarrito il senso stesso dei sentimenti che mi facevi provare. Stanotte mi sono nascosto al mondo per cercare le più belle tra tutte le parole d'amore, l'ho fatto per donarti l'immortalità, per dirti quanto sei importante per me. Purtroppo mi sono imbattuto nel mio passato, che mi ha rapito e mi ha confuso. Ho anche compreso, con immenso dolore, che tu non riesci ad ispirarmi poesie, almeno non come vorrei, come mi è già successo, con le mani ed il cuore che scrivono all'unisono. Ecco, il passato mi ha fatto comprendere che no, tu non sei capace di tirare fuori nulla di tutto ciò e solo un minuto fa, ho scoperto il motivo di tutto ciò e ne sono stato felice. 
Sai amore mio, perchè è questo che tu sei per me, il mio amore, ho capito che non voglio più essere in grado di scrivere d'amore, se la sola fonte a cui posso attingere è il dolore che esso mi regala, no, io non voglio per niente al mondo che tu sia parte del mio passato, senza avere la certezza che il mio futuro si declina utilizzando il tuo nome. Non voglio più aver bisogno di cercare delle parole per descrivere ciò che mi fai provare. Io voglio soltanto averti per sempre tra le mie braccia e travolgerti con il mio amore guardandoti negli occhi. E' vero, una volta le stelle mi donavano bellissime frasi d'amore, ma questo accadeva perchè il mio cuore si stava aprendo all'attesa di te, che già stavo aspettando. 
Sei colei con cui voglio ridere, scherzare, dormire, litigare e poi fare l'amore fino allo sfinimento, perchè ho compreso che la sola possibile strada che mi può portare sino alle soglie della felicità passa attraverso le tue labbra e non lungo una via lastricata di parole. Sai, sono avido ed ingordo, per tutto ciò che ti riguarda e non vedo l'ora di raggiungerti, perchè sappi che sto venendo da te e non voglio più andar via, perchè mi manchi quando non ci sei, sto male quando non ti sento e voglio che tutto questo non succeda più, che non succeda mai più"



          Il silenzio tra di loro fu lunghissimo, quasi infinito e solo il suo respiro profondo gli dava la certezza di non aver parlato inutilmente ad un telefono morto.


"Ho detto qualcosa che non va? Ti sento turbata"


"Nulla, non hai detto una sola singola parola sbagliata e per fortuna che non le avevi trovate, perchè le hai messe perfettamente in fila una dopo l'altra e non credo tu possa più fare di meglio nemmeno se lo volessi, anzi non credo che nessuno possa fare di meglio, per me. 
Ti aspetto"


          Il suo volto si aprì lentamente ad un sorriso. La notte passata, annegando tra le stelle, aveva compiuto di nuovo la sua magia. L'antilicantropo era di nuovo tornato a galla e lui non ne era stato consapevole fino all'ultimo istante. Solo che questo era stato anche il loro saluto definitivo, un arrivederci a mai più, non l'avrebbe mai più cercato, non ne avrebbe mai più avuto bisogno, d'ora in poi tutte le notti della sua vita sarebbero state dedicate a lei  e la sola magia di cui sarebbe stato capace, era cercare in tutti modi la felicità che voleva donare al suo amore.